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  49. Leggi d'Europa: il ruolo delle altre istituzioni od organi dell'UE

  50. Elenco completo delle istituzioni ed organi europei

  51. Leggi d'Europa: legislazione dell'UE online

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  56. Manifesto del Partito Comunista - Prima parte

  57. Manifesto del Partito Comunista - Seconda parte

  58. Manifesto del Partito Comunista - Terza parte

  59. Manifesto del Partito Comunista - Ultima parte

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  70. Pinocchio - Come andò che Maestro Ciliegia trovò un pezzo di legno che piangeva e rideva come un bambino

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  74. Protezione dei minori de della dignità umana nei servizi audiovisivi e d'informazione

  75. Pubblicazioni dell'Unione Europea per il grande pubblico

  76. Convenzione internazionale sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale

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  82. Formazione professionale nell'UE

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  84. Turismo: attività culturali

  85. Turismo: diritti dei passeggeri di aerei

  86. Turismo: documenti necessari

  87. Turismo: patente di guida

  88. Turismo: la moneta

  89. Turismo: animali domestici

  90. Turismo: la salute

  91. Turismo: shopping

  92. Turismo: come comportarsi in caso di emergenza

  93. Seguire in diretta le sedute del Parlamento Europeo col webstreaming

  94. Che cos'è il servizio YOUR EUROPE - CITIZENS?

PARALLEL TEXTS
STUDIARE ALL’ESTERO
Testi singoli tratti da: http://europa.eu.int/comm/education/policies/abroad/lear_abroad_en.html

LEARNING ABROAD

STUDIARE ALL’ESTERO

EU programmes have enabled more than a million students, teachers and trainees to pursue their studies and training in another European country. This form of mobility is nonetheless constrained by the budgets allocated to the programmes, while it generally remains difficult for individuals to undertake periods of study abroad at their own initiative; among the obvious difficulties are admissions procedures, residence permits and the integration of foreign studies into the home syllabus and exam systems.

I programmi UE hanno consentito a oltre un milione di studenti, insegnanti e apprendisti di svolgere periodi di studio e di formazione in un altro paese europeo. Questa forma di mobilità è comunque vincolata agli stanziamenti destinati ai programmi, mentre in generale resta difficile per i singoli trascorrere di propria iniziativa periodi di studio all’estero; le difficoltà più evidenti riguardano le procedure di ammissione, i permessi di soggiorno e l’integrazione degli studi compiuti all’estero nei piani di studio e nei sistemi di verifica nazionali.

Can the barriers to going abroad for learning purposes be removed across Europe, or will there always be a need for special arrangements within particular funding programmes?

E’ possibile in Europa eliminare le barriere alla mobilità per motivi di studio, o ci sarà sempre bisogno di dispositivi speciali nell’ambito di particolari programmi di finanziamento ?

The Commission first published a Green Paper on the obstacles to mobility in 1996. Now, the indications are that the achievements of the EU programmes have prompted a general determination to open up international mobility. For example, in spring 2000 education ministers from the G8 countries (Canada, France, Germany, Italy, Japan, Russia, UK, USA), referring to the success of the Erasmus programme, made a commitment to doubling the mobility of students, teachers, researchers and administrative staff in the education sector by 2010.

Nel 1996 la Commissione ha pubblicato un primo Libro Verde sugli ostacoli alla mobilità. Ora appare evidente che i risultati dei programmi UE hanno indotto una volontà generale di incentivare la mobilità internazionale. Ad esempio, nella primavera del 2000, i ministri dell’Istruzione dei paesi del G8 (Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Russia, Regno Unito e USA) riferendosi al successo del programma Erasmus, si sono impegnati a raddoppiare la mobilità di studenti, docenti, ricercatori e personale amministrativo nel settore dell’istruzione entro il 2010.

In December 2000, EU government heads approved a European action plan for mobility suggesting a number of measures for Member States to adopt, taking account of the specific situation in each country. And a recommendation has been made by the European Parliament and the Council of Ministers, in July 2001, aimed at removing the obstacles to mobility not only for studying and training abroad but also for periods of voluntary service.A working group of representatives of the Member States, chaired by the Commission, has been set up to follow progress in the implementation of the mobility action plan proposals.

Nel dicembre 2000, i capi di governo dell’UE hanno approvato un piano d’azione europeo per la mobilità, contenente una serie di misure che gli Stati membri dovrebbero adottare tenendo conto della situazione specifica di ciascun paese. Inoltre, nel luglio 2001 il Parlamento europeo e il Consiglio dei ministri hanno formulato una raccomandazione che auspica la rimozione degli ostacoli alla mobilità, per quanto riguarda i soggiorni di studio e formazione all’estero e i periodi di servizio volontario.  E’ stato istituito un gruppo di lavoro formato da esponenti degli Stati membri e presieduto dalla Commissione, incaricato di seguire i progressi nell’attuazione delle proposte del piano d’azione per la mobilità.

In March 2003, the Commission launched Ploteus, a portal on learning opportunities in Europe : www.ploteus.net.

In Marzo 2003 la Commissione ha lanciato Ploteus, un portale sulle opportunita nel campo dell’apprendimento in Europa: www.ploteus.net.

 



LA RIVISTA
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V
ERSIONE PER READSPEAKER
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LEARNING ABROAD

EU programmes have enabled more than a million students, teachers and trainees to pursue their studies and training in another European country. This form of mobility is nonetheless constrained by the budgets allocated to the programmes, while it generally remains difficult for individuals to undertake periods of study abroad at their own initiative; among the obvious difficulties are admissions procedures, residence permits and the integration of foreign studies into the home syllabus and exam systems.

Can the barriers to going abroad for learning purposes be removed across Europe, or will there always be a need for special arrangements within particular funding programmes?

The Commission first published a Green Paper on the obstacles to mobility in 1996. Now, the indications are that the achievements of the EU programmes have prompted a general determination to open up international mobility. For example, in spring 2000 education ministers from the G8 countries (Canada, France, Germany, Italy, Japan, Russia, UK, USA), referring to the success of the Erasmus programme, made a commitment to doubling the mobility of students, teachers, researchers and administrative staff in the education sector by 2010.

In December 2000, EU government heads approved a European action plan for mobility suggesting a number of measures for Member States to adopt, taking account of the specific situation in each country. And a recommendation has been made by the European Parliament and the Council of Ministers, in July 2001, aimed at removing the obstacles to mobility not only for studying and training abroad but also for periods of voluntary service.A working group of representatives of the Member States, chaired by the Commission, has been set up to follow progress in the implementation of the mobility action plan proposals.

In March 2003, the Commission launched Ploteus, a portal on learning opportunities in Europe : www.ploteus.net.