TESTI PARALLELI – Tre dirigenti di Google dichiarati colpevoli per il caso di un video italiano


Traduzione by CARLO CARADONNA, volontario di English Gratis. Il testo originale è tratto da una pagina del sito inglese di Wikinews ed è disponibile nel rispetto della licenza
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Three Google executives found guilty over Italian video

Tre dirigenti di Google dichiarati colpevoli per il caso di un video italiano

Friday, February 26, 2010
venerdì 26 febbraio 2010

An Italian court convicted three Google Inc. executives Wednesday of criminal charges for breach of privacy.

Mercoledì un tribunale italiano ha condannato tre dirigenti della “Google Inc.” con capi d’imputazione di natura penale per violazione della privacy.

David Drummond, Google’s chief legal officer, Peter Fleischer, its global privacy counsel, and George Reyes, a former executive, were given six-month suspended prison sentences after being found guilty of violating the Italian privacy code.

A David Drummond, ‘chief legal officer’ della Google, Peter Fleischer, ‘global privacy counsel’ della società e George Reyes, un ex dirigente, è stata inflitta la condanna alla reclusione per sei mesi con sospensione della pena dopo che gli stessi sono stati dichiarati colpevoli di aver violato il codice italiano della privacy.

The Google executives were convicted for not removing a video uploaded to Google Video in 2006, showing an autistic boy in Turin being beaten and insulted by teenage bullies at school.

I dirigenti della Google sono stati condannati per non aver rimosso un video caricato su Google Video nel 2006, che mostra un ragazzo autistico a Torino che viene percosso e insultato da bulli teenager a scuola.

The video was up for two months, during which it was viewed 5,500 times.

Il video rimase attivo per 2 mesi ; in questo lasso di tempo fu visto 5.500 volte.

>>> Google Italy pulled it down two hours after being notified by police, following complaints by the boy’s father and Vivi Down, an Italian organization representing individuals with Down syndrome.
Google Italia lo rimosse due ore dopo la ricezione della notifica relativa al video stesso ad opera della polizia, in seguito alle denuncie mosse dal padre del ragazzo e Vivi Down, un’associazione italiana che rappresenta i soggetti con la sindrome di Down.

The uploader and several of her classemates were sentenced to ten months community service by a Turin court.

L’utente che caricò il video e alcuni dei suoi compagni di classe furono condannati a 10 mesi di servizio in comunità da un tribunale di Torino.

Prosecutor Alfredo Robledo told the Associated Press that the decision puts the rights of individuals ahead of those of businesses.

Il Pubblico Ministero Alfredo Robledo ha dichiarato alla Stampa Associata che la decisione ha anteposto i diritti degli individui a quelli delle imprese.

“This is the big principle affirmed by this verdict.
“Questo è il grande principio affermato da questa sentenza.

It is fundamental, because identity is a primary good.
Esso è fondamentale, perchè l’identità è un bene primario.

If we give that up, anything can happen, and that is not OK”, he stated.
Se ci rinunciamo, può succedere qualsiasi cosa, e questo non va bene”, ha affermato.

Matt Sucherman, Google Vice President and Deputy General Counsel for Europe, the Middle East, and Africa, said that “[the verdict] attacks the very principles of freedom on which the internet is built.”
Matt Sucherman, vice presidente di Google e ‘vice General Counsel’ per l’Europa, il Medio Oriente, e l’Africa, ha precisato che “[la sentenza] attacca proprio i principi di libertà su cui internet viene costruito.”

He continued that under European law, video-sharing sites are protected from liability for the content of material posted.
Ha inoltre dichiarato che sotto l’egida del diritto europeo, i siti di condivisione di video sono preservati dalla responsabilità per il contenuto del materiale inviato.

“If that principle is swept aside and sites […] are held responsible for vetting every single piece of content that is uploaded to them […] then the Web as we know it will cease to exist, and many of the economic, social, political and technological benefits it brings could disappear.”
“Se quel principio viene ignorato e i siti […] sono considerati responsabili per il controllo minuzioso di ogni singolo contenuto che viene caricato sul loro spazio […] allora il Web così come noi lo conosciamo cesserà di esistere, e potrebbero venir meno molti dei benefici economici, sociali, politici e tecnologici che esso procura.”

He said Google will appeal the decision.
Ha specificato che Google farà appello contro la decisione.

Danny O’Brien, international outreach coordinator for the Electronic Frontier Foundation of San Francisco (an international non-profit digital rights advocacy group), described the decision as a “threat”.
Danny O’Brien, coordinatore dei progetti di solidarietà su scala internazionale per la Electronic Frontier Foundation di San Francisco (un gruppo non – profit attivo a livello internazionale che opera a difesa dei diritti  sul web), ha descritto la decisione come una “minaccia”.

“If intermediaries like Google or the person who hosts your Web site can be thrown in jail in any country for the acts of other people and suddenly have a legal obligation to prescreen everything anyone says on their Web site before putting it online, the tools for free speech that everyone uses on the Net would grind to a halt”, he said.
“Se gli intermediari come Google o il soggetto che ospita il tuo sito Web possono essere gettati in prigione in ogni paese per i comportamenti di altri individui e improvvisamente avere un obbligo legale di passare al setaccio preventivamente tutto ciò che ognuno dichiara sul proprio sito Web prima di mandarlo in linea, gli strumenti a tutela della libertà di parola di cui ognuno si avvale nella rete non sarebbero operativi”, ha puntualizzato.

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