LE TUE DOMANDE – L’esame Trinity può dar luogo a credito formativo?

Una nostra lettrice ci ha chiesto se l’esame Trinity può dar luogo a credito formativo, quel tipo di credito cioè che può risultare utile agli effetti della propria carriera specie in ambito scolastico. L’esame Trinity, fra tutti i tipi di certificazioni, è quello che più si basa su un concetto di inglese concreto e pertanto è molto in linea con tutta la filosofia del metodo Casiraghi-Jones come si può riscontrare dal nostro sito.

Come si rileva dalla pagina del sito www.trinitycollege.it l’esame Trinity può in effetti dare luogo a credito formativo.

“Le certificazioni Trinity possono essere valutate come crediti formativi nell’ambito della normativa vigente e possono essere utilizzate per l’inserimento nel Portfolio Linguistico (PEL). In particolar modo le certificazioni ISE sono riconosciute a vario titolo da moltissime facoltà italiane. Le qualifiche e le certificazioni rilasciate dagli enti validati dalla QCA sono riconosciute dalle università britanniche e dalla UCAS (University and Colleges Admission Services).”

In tutti i casi, è sempre meglio chiedere all’istituto dove si pensa di poter far valere il certificato Trinity se viene riconosciuto come credito formativo. In molti casi lo sarà ma, come si desume da quanto riportato, non vi è obbligatorietà di riconoscimento.

RIFLESSIONI SULL’INGLESE – Lo pseudo-inglese

by ROBERTO CASIRAGHI

Alcuni giorni fa una nostra lettrice ci ha chiesto un parere sull’utilizzo dell’espressione baby consumers che riteneva essere un’espressione trasferita di peso, come tante altre, dalla lingua inglese alla nostra lingua.

Purtroppo abbiamo dovuto sorprenderla, rivelandole che baby consumers non è affatto un’espressione della lingua inglese, come si può documentare istantaneamente inserendo in Google le parole baby consumers o baby consumer. I pochissimi risultati che escono si riferiscono a siti italiani e, comunque, non inglesi o americani!

Anche una più approfondita ricerca su siti di dizionari inglesi ci conferma che ad onta delle apparenze si tratta di un modo di dire del tutto estraneo alla cultura angloamericana. E la ragione per cui è estraneo è che per noi italiani baby consumers identifica una fascia di consumatori piccolissimi ma comunque in grado di effettuare delle scelte autonome (diciamo bambini dai 5 ai 12 anni).

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WHAT DO YOU THINK? – Is using mobile phones while driving dangerous?

In questa rubrica prendiamo una notizia che ha avuto molta risonanza nel Regno Unito e ti chiediamo di darci la tua opinione. Puoi rispondere nei commenti sia in inglese che in italiano. Se poi desideri che il tuo inglese venga da noi corretto, scrivi alla fine del tuo commento la sigla RCE (richiesa di correzione errori).

In the UK they are saying that using a mobile phone in the car is more dangerous than drink-driving.
Nel Regno Unito stanno dicendo che usare un telefono cellulare in auto è più pericoloso che mettersi al volante dopo aver bevuto.

The Transport Research Laboratory found that a driver on the phone, even if he uses a hands-free kit, is more distracted than one who has drunk up to the legal alcohol limit. This increases the risk of a crash four times.
Il Laboratorio di Ricerca sui Trasporti ha riscontrato che un guidatore al telefono, anche se usa il vivavoce, è più distratto rispetto ad un guidatore che ha bevuto alcol fino al limite legale. Ciò aumenta il rischio di incidente di quattro volte.

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A TE LA PAROLA – Cercar casa a Londra

In questa rubrica trovano posto le tue esperienze dirette con l’inglese. Raccontaci come studi, come vivi il tuo inglese quotidiano, e se per caso sei a Londra o a New York per un viaggio di studio o per trovare lavoro condividi con noi e con i nostri lettori le tue esperienze, positive o negative che siano inviandoci una mail! In questo primo post, Chiara ci racconta la sua esperienza. Vive a Londra da un po’ e conta rimanerci per ancora tanto tempo ma, come vedrete, le cose non sono così semplici, a cominciare dal problema di trovar casa. Ascoltiamo allora i suoi preziosi consigli.


by CHIARA, volontaria di English Gratis

La prima cosa che consiglio a chi vuole venire a stare a Londra è di non cercare casa dall’Italia visto che ci sono molti truffatori e non si ha la possibilità di vedere la casa fino a prima dell’arrivo; inoltre non conoscendo la città è meglio non cercare troppo di risparmiare… finirete per spendere solo più soldi come è successo a me!

Non credete alle occasioni strepitose! Non ci sono dei Padre Pio qui a Londra e, purtroppo, attenzione ai nostri connazionali a Londra, sono a volte degli arraffoni. In particolare state lontano da quelli che vogliono farvi pagare tramite Western Union e simili, è il modo meno sicuro per effettuare un pagamento e la tecnica più usata per imbrogliare.

Una cosa che invece si deve sapere è che qui ci sono diverse agenzie italiane che affittano case anche per brevissimi periodi (anche un giorno o una settimana) e te le trovano immediatamente, in giornata! Quando sono arrivata a Londra non lo sapevo e mi sono fatta “fregare” da un nostro connazionale che mi ha convinto a firmare un contratto di 3 mesi garantendomi che dando il preavviso di un mese avrei potuto lasciare la casa in un qualsiasi momento e invece non era vero niente.

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LE TUE DOMANDE – Harry Potter and The Deathly Hallows


Una nostra utente registrata, Marizzola, ci ha sottoposto il seguente problema. Il settimo e ultimo libro della fortunata saga di Harry Potter si chiama Harry Potter and the Deathly Hallows e la nostra lettrice, che si è cimentata nella traduzione in italiano del primo capitolo del volume (complimenti!), aveva scelto di tradurre il titolo come Le reliquie mortali mentre pare che la versione italiana si chiamerà I doni della morte. Marizzola ci chiede qual è la traduzione da preferirsi per il titolo.

Premettiamo che senza aver letto un libro è a volte difficile azzeccare la traduzione di un titolo, specie se contiene delle parole, come hallows, che sono praticamente sconosciute agli stessi inglesi! Mentre infatti il verbo to hallow è comunemente in uso e significa ‘rendere santo’, ‘consacrare’, il sostantivo hallow non viene registrato da alcun dizionario dell’inglese moderno e contemporaneo. Il problema, prima che porsi per Marizzola e i traduttori di Harry Potter, si è dunque posto e si sta ponendo a milioni di lettori inglesi e americani che hanno iniziato una kermesse telematica e internettara a caccia dell’interpretazione più rispondente al vero.

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